Tra archetipo e innovazione

Per la realizzazione del proprio progetto l’architetto Pironi ha analizzato in primo luogo le peculiarità dello stabilimento esistente per idearne una riconversione ideale, una trasformazione totale in cui si coniugassero gli archetipi di un classico stabilimento balneare e le molteplici risposte alle nuove esigenze della clientela turistica. Una ricerca che inserisse anzitutto una struttura non invasiva per l’ambiente pur riutilizzando le preesistenze dello stabilimento alla luce di una critica costruttiva, che ne ha rivelato eventuali mancanze organizzative e aspetti positivi. Da tale analisi è emersa la volontà di promuovere la struttura ed esaltarne la posizione strategica. L’intervento parte dal nome stesso del bagno e dal suo ingresso, decentrandolo ma risaltandone lo spirito d’accoglienza con un percorso pavimentato ligneo e la collocazione delle lettere del nome a caratteri cubitali, divenuti elementi di design e marchio distintivo che, la sera, attirano l’attenzione degli utenti fungendo anche da corpo illuminante. La ridistribuzione degli spazi è il motivo dominante della ricerca progettuale: i percorsi dedicati agli utenti vengono studiati dall’ingresso fino all’acqua in funzione di un’accoglienza diurna e notturna, proponendo il mare stesso come luogo da vivere, di nuova interazione fra le persone e punto di ritrovo. Gli ombrelloni diventano uno strumento multifunzionale, sia garantendo chiaramente un ampio raggio di copertura che protegga dal sole, con la sua particolare forma che rimanda un fiore che si schiude, sia grazie al suo piccolo pannello solare che, posto al suo centro, permette una presa di corrente per computer portatile, una connessione usb per il proprio mp3 e una fonte luminosa al suo interno che, la sera, può ricreare un’atmosfera inedita e avvolgente. Il nucleo della struttura è composto dallo stabilimento decentrato con annessa l’area bar-reception e una pensilina con vari posti tavola; alla destra dell’ingresso sono posti invece le cabine spogliatoi, un’area sauna e una per i massaggi, con disimpegno al centro e servizi; all’esterno della stessa è posta la piscina idromassaggio. I percorsi all’interno dell’intera struttura seguono dei percorsi logici in cui ogni area, ogni volume inserito si presenta come scenario interattivo e di svago. Fulcro alternativo è la piattaforma galleggiante “Movida”, elemento galleggiante e ambiente aperto di relax e divertimento: facilmente raggiungibile a piedi da un ponticello in legno, è dotato di un sistema di aggancio per chi voglia parcheggiare il proprio materassino, salire sulla piattaforma e prendere un aperitivo all’angolo bar. La sera diviene ritrovo per ballare e divertirsi, ampiamente illuminato grazie all’energia elettrica ricavata dagli stessi pannelli solari che alimentano il bar dello stabilimento. Una forte attenzione è stata riposta anche alla tecnologia della struttura, sempre per il rispetto dell’ambiente: coperture appoggiate a pilastri che facilitano il circolo dell’aria; pannelli solari sugli ombrelloni, segnapasso fotovoltaici per i percorsi e vernici ecocompatibili per l ‘intera struttura.

Testo di Pietro Fratta