Trabucchi spiaggiati

Un corridoio verso la battigia unisce e distingue. Per creare nuovi e alternativi percorsi nello spazio
Rispetto ai vincoli posti dalla spiaggia e dal paesaggio circostante, l’obiettivo è stato quello di individuare nuovi percorsi e nuove dimensioni che potessero dare una concezione nettamente diversa e innovativa dello spazio. La sensazione di solitudine, dove l’unico riferimento all’orizzonte è il mare, si trasforma in stimolo a dar vita a soluzioni che valorizzino non solo il luogo in sé ma anche le sue possibili e molteplici funzionalità. Il progetto prende vita dall’idea di un corridoio che conduce alla battigia e che rappresenta l’elemento fulcro del progetto, percorso interno che unisce e al contempo suddivide. Strutture prefabbricate a scheletro leggero permettono di ottenere nuovi volumi più articolati e accessibili, visitabili anche da disabili e aperti a manifestazioni ed eventi di vario genere. Terrazze come sorte di palafitte si ergono sul mare e rendono fluido ogni movimento. Dalla bidimensionalità si passa a una tridimensionalità in grado di valorizzare i volumi e di integrarli al meglio con l’elemento del corridoio che porta alla battigia come la matrice di tutto il progetto. Le strutture portanti sono pensate in legno lamellare mentre le pavimentazioni delle terrazze e dei percorsi piani e inclinati sono in doghe di larice; i sistemi di protezione sono in acciaio inox; ogni materiale utilizzato contribuisce a creare la sensazione di leggerezza e facile fruibilità delle strutture stesse. All’interno dei volumi vengono pensati un’area bar diurno, un’area preparazione, un’area bagno con servizio disabili, un’area wellness e un’area spogliatoi, oltre che tre moduli doccia con acqua calda derivante da serbatoi ricavati nella struttura portante in tubolare 100x100 inox. Il progetto vuole articolare nuovi spazi ricettivi all’interno di uno spazio che, seppur fortemente vincolato, offre l’opportunità di una progettazione creativa e consapevole. Vengono mantenuti i parametri di superficie coperta e la volumetria per sviluppare edifici innovativi che rievochino gli antichi metodi di pesca e che al contempo sperimentino nuove forme di accoglienza.

Testo di Barbara Piccolo