I confini della non materia

Un’abitazione che si apre sulla natura come una quinta teatrale sulla platea, vetrate osmotiche e terrazzi come posti a sedere nelle barcacce di prim’ordine. Va in scena il paesaggio della pedemontana trevigiana: territorio agricolo, ma anche boschivo di rara qualità e bellezza. Il progetto realizzato dall’architetto Sernagiotto ha dovuto tenere conto dell’esigenza di far dialogare la costruzione con lo spazio naturale che la circonda: 6000 metri quadrati di terreno che comprendono da una parte le boscate del Montello e dall’altra la Pineta di Villa Pisani. E non è un caso l’utilizzo del verbo “dialogare”: il paesaggio non è qui soltanto punto di partenza o elemento scatenatore, ma viene trattato come vero e proprio “materiale progettuale”, attraverso il quale e con il quale le linee abitative vengono plasmate. Come nel teatro contemporaneo, dove la distanza tra palcoscenico e platea è annullata e diventa elemento di unione liquida piuttosto che di separazione. “Il paesaggio -spiega l’architetto- è stato inquadrato da quinte sceniche: ampie vetrate e punti di vista panoramici e, allo stesso tempo, introiettato nell’architettura attraverso la sospensione sopra di esso di ampie terrazze. Ma soprattutto il paesaggio ha definito il limite imposto all’architettura che è scavata al suo interno per farsi attraversare dalla natura (pioggia, sole, neve)”. Ma l’architetto, regista di questo spettacolo, si è trovato di fronte anche un attore che, sulle prime, sembrava inadatto a partecipare alla messa in scena: una vecchia costruzione risalente ai primi anni ’70. “Partendo da tali premesse -continua Sernagiotto- ho lavorato sull’idea di poter generare un edificio nuovo e moderno operando in sequenza prima un processo di soft-stripping, per poter spogliare la vecchia costruzione di alcuni elementi semantici inadeguati e, in seguito, da quello di soft-dressing utile a rivestirlo di una nuova forza espressiva”. Dunque, niente si è rivelato davvero inutile alle nuove necessità proprio come in una produzione teatrale in cui ogni più piccolo gesto, ogni sfumatura vocale, finisce per confluire in un unicum spazio-temporale. La gerarchia degli spazi interni, infine, è stata tradotta in una modellazione dell’edificio per volumi e ciò significa che anche i concetti di esterno ed interno, in questo progetto, si fondono senza soluzione di continuità: tutto il processo progettuale è stato una sequenza di atti di addizione seguiti da altri di sottrazione confluiti nella realizzazione di intrecci e singolari giochi di vuoto e di pieno. La zona che ospita destinazioni funzionali (autorimessa, lavanderia etc.) è stata separata dal volume principale, quella dell’abitazione vera e propria e detratta di alcune sue parti. Separati sembrano anche il volume aperto (portici al piano terra, terrazze al piano primo) e quello dove vivono i ragazzi (al primo piano), dallo spazio dei genitori: in realtà a collegarli è un volume trasparente che funge da lanterna di illuminazione del cuore dell’abitazione.

Testo diFrancesca Fortuni
Foto diVito Corvasce


Intervento: Abitazione unifamiliare
Luogo: Montebelluna (TV)
Progettisti: Giorgio Basso, Alfonso Sernagiotto, Giovanni Lazzaro
Consulenze: Marco Poloni (interior designer), Maurizio Piovesan (illuminotecnica), Kristian Buziol (garden designer)
Committente: Privato
Anno di redazione: 2009-2010
Anno di realizzazione: 2010-2011
Costo: euro 1.500.000,00
Imprese Esecutrici: Costruzioni Bordignon Srl
Imprese Fornitrici: Callegari Natalino termoidraulica, F.lli Buziol Srl, Piscine Castiglione, Oikos, Cetos, Silvelox, Nexus Srl, Itlas, Stingers illuminotecnica, Interni Srl, Ca’ Nova cucine, Poloni arredamenti, Maria&Maria Snc
Dati dimensionali: 1770 mc
Caratteristiche tecniche particolari: edificio in classe energetica B