Metamorfosi dell’abitare

 

Metamorfosi dell’abitare

“L’architettura per noi è un processo di sviluppo che porta a percorrere nuovi cammini, a sperimentare sconosciute direzioni per ricercare un’integrazione totale con il paesaggio circostante, sia nella materia sia nella proporzione”. È da questo presupposto che nasce il lavoro progettuale di Gerd Bergmeister e Michaela Wolf in un gioco costante tra architettura, arte e paesaggio tra loro in perfetto equilibrio. La residenza di montagna progettata dai due architetti altoatesini, situata in una piccola località vicino a Vipiteno a 1400 m s.l.m, interpreta al meglio questa ambiziosa aspirazione e sorge dalle fondamenta di un antico maso contadino in cui gli elementi originari, come il muro in pietra e i materiali tradizionali, si rigenerano in forme e funzioni contemporanee e minimali. Il lotto antico, infatti, era costituito da una cappella e da quattro piccole abitazioni adiacenti, prevalentemente in legno e muratura, in cui vi era il fienile, la stalla, un piccolo ambiente adibito a cucina e un altro dedicato all’abitazione della famiglia contadina. Rileggendo gli spazi in chiave moderna per adibirli alle esigenze della nuova committenza, i volumi sono diventati tre e sono stati distribuiti tra la residenza, il garage e la sauna, distinguendosi l’uno dall’altro per qualità formale e materiale utilizzati, seppur con un’estetica comune. Il corpo principale dell’abitazione, in perfetta simbiosi con il rivestimento della cappella, è rivestito in scandole mentre il volume interno è inserito all´interno di un muro di pietra ricostruito a secco e separato dall`edificio di circa 1 metro mezzo. Questo spazio genera un interessante intermezzo che conduce al blocco abitativo grazie a un passaggio ponte che lo attraversa e a un vano scala vetrato che si sviluppa tra il muro di pietra e il volume rivestito che conduce alla zona notte. Le scandole lignee dalle tonalità argentee che ricoprono interamente l’involucro della casa, sono state invecchiate per un anno e mezzo prima della posa e rispondono a esigenti requisiti estetici integrandosi perfettamente con l’ambiente. Il minimalismo che caratterizza gli esterni si rintraccia anche negli spazi interni, caratterizzati da materiali semplici come l`acciaio e il legno. Posizionata al centro dell’ampia zona giorno si trova la stufa, rivestita con piastrelle antiche originali, e un mobile girevole, dove su un lato sono collocate la libreria e la televisione. L’ambiente riservato al garage è rivestito esternamente da assi di larice verniciate in nero e disposte verticalmente mentre il tetto verde favorisce l’integrazione con il paesaggio. Il terzo volume è occupato dal corpo minimale della sauna, rivestito da un intonaco color terra realizzato con pigmenti organici che s´inserisce armoniosamente nel terreno. La sauna si apre a una meravigliosa vista estesa su tutta la vallata, favorendo anche qui un rapporto diretto tra lo spazio interno e quello esterno. Tutti gli ambienti dialogano tra loro in un continuo gioco tra materia e natura, tra volumi aperti e volumi chiusi, tra l’essere dentro ma, al contempo, sentirsi parte integrante del fuori. Nell’unione concettuale con il passato, la forma assunta della nuova abitazione vive in totale simbiosi con il paesaggio circostante tanto che i suoi volumi sono posati sul terreno seguendo la naturale conformazione del pendio; questa caratteristica concede alla struttura un’identità forte e autonoma dalla particolare eleganza progettuale e materica.

Testo di Andrea Flaiano
Foto di Günter Richard Wett