Lo stabilimento balneare come una stanza da bagno estesa, a cielo aperto, votata al ludico e al benessere

Non occorre necessariamente andare troppo indietro con gli anni per rendersi conto - senza eccezione comprese le nicchie ormai strenui baluardi di un privilegio in dissolvenza - di come tutto si stia modificando in progressione continua: lontano come vicino, attorno e finanche dentro a noi! Questa affermazione risulterà pleonastica per taluni - quelli più attenti a cogliere come il vento arrivi a folate imprevedibili, cambiando spesso la sua direzione, obbligando l’adeguamento dei propri assetti, con celerità. Io mi sento di ribadire l’assunto, perché rafforza il convincimento che le consuetudini,di questi tempi, stentano ad attecchire! Insomma, lo “status quo” non riesce più ad essere coerente con l’ormai superata affermazione cara ai latinisti. In effetti non rammento ambiti, ruotanti attorno alle più svariate attività imprenditoriali, siano essere produttive che commerciali, turistiche, residenzial-abitative, o del divertimento, tanto per citare alcune, in cui negli ultimi tempi, tutto sia rimasto come una volta, uguale a se stesso La ripetitività ricondotta a vitalizio riguarda ormai il solo svolgere meteorologico delle stagioni e le coperture assicurative! L’accelerazione al cambiamento ha dunque investito tutti i modelli comportamentali con i quali ci confrontavamo sino a qualche decennio fa. Pensiamo a come nel campo informatico le novità dettino una cadenza parossistica: nascita e defunzione prodotto nel breve volgere di un battito di ciglia! Ma i “trend setter” sgorgano nel “fashion”! È la moda, creatività più artigianale, a dettare il ritmo dell’innovazione che cogliamo nelle sfilate! Gli artefici - forse inconsapevoli - di questa evoluzione nel costume e nei consumi e, quindi, dei bisogni in continuo divenire degli individui, sono molteplici. Potrei anche limitarmi alla sola perentoria affermazione  che siamo oramai figli-acquisiti-della-contaminazione! Quella ad ampio raggio. Il che risponde al vero. Nel caso specifico del concorso: “Il bagno ha fatto splash”, le ragioni di questa commistione, dentro e fuori i luoghi (e gli oggetti progettati), ci sono tutte. I giurati che sono stati chiamati a valutare - nella lunga e interessante selezione fra i partecipanti - hanno captato questo palpabile “humus” creativo più universale, nella quasi totalità delle opere presentate! A quale riferimento sono quindi riconducibili i progetti degli stabilimenti balneari dell’immediato futuro? Nello specifico il suggerimento, o la contaminazione, se vogliamo mantenere questo termine, che ha un suo preciso peso specifico da cui far ricadere le scelte professionali dei concorrenti, arriva certamente dalle esperienze che fuoriescono dall’evolversi della stanza da bagno, sempre più considerato ambiente destinato al benessere corporale degli individui. Il processo evolutivo del bagno si era avviato, per necessità abitative inderogabili, subito dopo il secondo dopoguerra. Dalla necessità di dotare le case con allora ridotti gabinetti, si era passati al ridisegno (completato con accessori e altri oggetti d’uso che nel corso degli anni ‘70 e ’80), che hanno cambiato  il concetto spaziale del bagno. Di fatto ampliato e diversamente fruibile quest’ area in cui sempre più si innestano atmosfere incantate entro le quali “rinchiudere” sprazzi di natura, luci, profumi e colori in armonia capaci di creare  relax nell’intimità domestica. Le strutture alberghiere, attente al proprio ospite, hanno già provveduto in buon parte a dotarsi dell’offerta benessere. Meno elitario e sempre più democratico è giunto anche il tempo degli stabilimenti balneari. I “bagni”, come vengono definiti i luoghi-spiaggia organizzati, si adeguano all’inarrestabile bisogno di una utenza raffinata. Oltre al mare, l’area giochi, sdraio, ombrellone e adeguamento della ristorazione, negli stabilimenti balneari arriva il comfort personale; una “body-action” della cultura orientale, da cui abbiamo attinto spicchi di salutare contaminazione, serviti sulla battigia in salsa italica.

Testo di Colli Oscar G.