La linea curva

Una progettazione mirata a unire la montagna al mare in un unicum paesaggistico dove vertice e orizzonte si incontrano
Il progetto nasce da uno sguardo attento sul paesaggio nel quale è inserito lo stabilimento di “Itaca Beach”; posizionato lungo la statale tra Fano e Pesaro, non si può non considerare la vicinanza estrema con la montagna che crea inevitabilmente un contrasto tra elemento verticale ed elemento orizzontale. L’intento dei progettisti è quello di creare, grazie a una linea curva costituita da diaframmi, un continuum tra i due elementi naturali trasformando l’effettivo contrasto in un valore aggiunto. Proprio le due componenti dell’onda e del diaframma fanno da segno identificativo dello stabilimento; diaframmi accostati l’uno all’altro vanno a formare anche gli ambienti interni. Un unico corpo unisce tutte le funzioni di un bagno balneare che diventa così una struttura esclusiva e aperta, lussuosa ma al contempo discreta. All’interno viene caratterizzata da un percorso principale tra la pista ciclabile/pedonale e la spiaggia e prosegue fino al mare con un pontile; da questo percorso si dispiegano tutte le attività. Il progetto si dispiega su due piani e il piano rialzato è completamente terrazzato. La hall è un luogo adibito alla prenotazione di cabine e ombrelloni; una spa al chiuso dà la possibilità di usufruire di un ambiente intimo e rilassante mentre quella all’aperto si presta alle attività di gruppo. Al primo piano troviamo il ristorante con cucina, deposito e bagni, con tavoli all’interno e all’esterno e una zona lounge bar, con un lungo banco, comodi divani e stufe a gas. La scelta di una luce diffusa e non troppo invasiva, contribuisce a creare la giusta atmosfera all’interno dell’area ristoro, d’altra parte l’illuminazione all’interno dell’edificio viene di volta in volta definita utilizzando elementi luminosi sempre diversi che caratterizzano ogni ambiente e ogni locale. I materiali realizzano a pieno ogni ambiente, dal legno ingrigito che caratterizza i diaframmi per passare alla ceramica e al mosaico.

Testo di Barbara Piccolo