Al di là del vetro

Incantevole e efficace esempio di integrazione fra due linguaggi apparentemente opposti ma che non esisterebbero l’uno senza l’altro, questo intervento di ristrutturazione con cambiamento della destinazione d’uso di un’antica scuderia si colloca a metà strada tra intento di conservazione e tensione al rinnovamento. Complice la posizione privilegiata, sulla cima di quella collina marchigiana che vede distendersi a nord-est la parte antica della città Recanati e a sud-ovest innalzarsi i monti Sibillini, il risultato di questa trasformazione di un edificio rurale risalente agli anni ’20 in abitazione è di grande effetto e perfettamente integrato in un panorama sublime. Il progetto è pensato non solo nel rispetto delle tradizioni storico-culturali del territorio agricolo, ma anche di un’etica ecologica e sostenibile che tuteli il patrimonio circostante nella sua conformazione, dove l’apporto della tecnologia moderna divenga funzionale alla conservazione e al recupero ambientale. Laddove allora il fil rouge di questa operazione architettonica è l’affermazione di una comunicazione tra tradizione e innovazione, i materiali utilizzati per realizzare l’abitazione, quando possibile, sono stati ripresi dalla costruzione originale ed è stata valorizzata la volumetria tipica dell’architettura rurale marchigiana, con il gusto per alcuni complementi moderni che permettono di alleggerirne la struttura. Il fabbricato ha sostanzialmente mantenuto il suo aspetto originario costituito da un corpo unico con il tetto a falde che scendono sulle pareti longitudinali, e l’unica licenza è stata l’istallazione di una parete vetrata, che costituisce l’intera facciata nord-est, e permette di godere da gran parte dei locali della casa di splendidi scorci della natura circostante. Licenza che interpreta non solo una componente estetica di grande impatto, ma che risponde all’esigenza di ricostruire una parte di edificio crollata anni prima, nel rispetto dei vincoli ambientali. Oltre alla parete in vetro, nella volontà di rievocare il più possibile una continuità di forme con il passato si è realizzato un ampio porticato in legno, costituito dalla proiezione delle capriate interne all’esterno. Anche le capriate lignee esterne, come la parete a vetro, esprimono il collegamento tra antico e nuovo assumendo un duplice ruolo, quello di essere supporto per i pannelli fotovoltaici di tipo vetro-vetro destinati alla produzione di energia elettrica, e quello di schermare le grandi vetrate della parete nord-ovest che, altrimenti, permetterebbero all’irraggiamento solare di abbattersi con troppa intensità sugli interni. La poetica di continuità e rimandi è realizzata anche attraverso l’organizzazione degli spazi della casa, sviluppata su tre piani, dai quali prendono forma i suoi quattro ambienti di notevole ampiezza. Le soluzioni progettuali messe in atto dall’architetto permettono infatti alle varie zone della casa di comunicare tra loro, i numerosi affacci tra i piani, consentono uno scambio visivo tra i diversi livelli e il corpo scala (a chiocciola) attraversa e congiunge tutti i locali. Tutti gli interni appaiono particolarmente luminosi, sia per le molte aperture, che per la scelta di utilizzare il bianco e colori chiari per pavimenti e pareti oltre che negli arredi. Il piano interrato, adibito ad accogliere gli ospiti, è illuminato grazie alla realizzazione di un “fossato” che lambisce ampie finestrature. Le orditure dei solai, e i diversi materiali utilizzati nella loro realizzazione, costituiscono un elemento di forte impronta architettonica che conferisce un carattere deciso alla costruzione, sia nel piano terra, dominato da un’orditura di travi in ferro e da solai in cemento a faccia vista e in vetro, che sorreggono il piano superiore, sia nella zona notte, sormontata dalle nuove capriate in rovere, realizzate anche queste ricalcando le originali, sostituite perché troppo rovinate.

Testo di Giulia Seraghiti
Foto di Vito Corvasce

Intervento: riqualificazione edilizia
Luogo: Recanati (MC)
Progettista: Francesca Filippetti
Collaboratori: Graziano Bravi, Marco Baiocco, Claudio Filippetti
Committente: Matteo Guzzini
Anno di realizzazione: 2007-2010
Imprese esecutrici: Cipolletta Aldo srl; Promo spa
Imprese fornitrici: Cementor; Simeg Marmi; Assolegno
Dati dimensionali: Piano interrato 225 mq; Piano terra 98 mq; Piano primo 98 mq