Giardino esondabile

 

Giardino esondabile

Il Landscape Design, così come modernamente inteso, continua a ricercare i suoi riferimenti teorici nel quattrocentesco “giardino all’italiana”, luogo d’eccellenza ove si dispiega e si disvela la dialettica tra natura e architettura. La geometria che sottende la composizione, definendo spazi e aree funzionali, continua ad essere la filigrana del progetto del giardino pur distaccandosi dal concetto originario di geometria come simmetria. Resta invariato l’impianto architettonico dello spazio che consiste nel creare uno schema di base nel quale ogni elemento (costruito o meno) è incastonato in un punto preciso del complesso di visuali. Se si considera il “paesaggio” come un sistema di relazioni tra parti di diversa genesi e funzione che convergono in un unicum compositivo, si comprende come anche le esigenze di riorganizzare gli ambiti esterni di una villa e di creazione di un parcheggio e di un magazzino costituiscono il pretesto per fare architettura di qualità. Gli architetti appartenenti allo studio MADE con Corrado Piccoli, operano a Treviso attorno a una villa di inizio ‘900 creando un sistema di parti posizionate nel lotto ciascuna delle quali collabora al funzionamento assumendo caratteri visivi, funzionali e ambientali più o meno evidenti; un perfetto dialogo tra lo spazio definito «abitabile» dagli stessi architetti e la natura nel quale si inserisce. La prima operazione formale compiuta dal team di progettazione è quella di riflettere l’organizzazione spaziale dell’interno della villa all’esterno, definendo, come primo step, un limite pavimentato che inquadra geometricamente gli spazi verdi. Primo elemento che si eleva dal suolo è la partizione in lamelle di corten che delimita l’area del parcheggio costituendo un filtro visivo “in movimento”: la dimensione e l’inclinazione delle lamelle permettono alle stesse di “vibrare” in particolari condizioni di vento. Inoltre, detta partizione, costituisce lo sfondo per la quercia e rappresenta un angolo nel quale la natura viene incorniciata ed esaltata dall’architettura. In corten è anche il gazebo posizionato nello spazio d’ambito posteriore che costituisce un secondo oggetto costruito all’interno dell’unico organismo. Infine, il tema prettamente tecnico della regimentazione delle acque di superficie, è declinato in maniera aulica attraverso la precisa progettazione dei percorsi (accesso al garage e percorrenza perimetrale del verde) che, oltre a essere elemento funzionale dell’architettura, permette la creazione di strumenti di controllo dei flussi. La fascia bianca attigua alla zona perimetrale pavimentata, cela un canale di scolo che convoglia le acque verso il fiume creando quel collegamento diretto e concettuale tra elemento naturale e artificiale. L’intera composizione si caratterizza, quindi, per la molteplicità degli elementi, tecnici e compositivi che creano visuali diverse coinvolgendo il fruitore in una curiosa “esplorazione percettiva”.

Testo di Alessandra Maria Loglisci
Foto di Corrado Piccoli, archivio Made Associati