Geometrie mozzafiato

 

Geometrie mozzafiato

La sede della fondazione di ricerca Elisabeth und Helmut Uhl Stiftung è un’innovativa architettura situata su un declivio di una montagna vicino a Bolzano. La struttura realizzata è l’esito di un concorso internazionale di architettura che ha visto la partecipazione di team di architetti provenienti da diversi paesi ed una prestigiosa giuria. L’architettura firmata dai romani di Modostudio ospita gli uffici della fondazione integrati con aree di ricerca, spazi relax, camere per gli ospiti e una cantina vinicola. La nuova sede si relaziona e preserva l’ambiente circostante andando ad inserirsi sulla stessa impronta degli edifici una volta esistenti ed oggi demoliti. “La struttura - raccontano i progettisti - si articola in due corpi di fabbrica: l’edificio fondazione ed un piccolo edificio adiacente ad uso residenziale. Godendo di una spettacolare vista panoramica il complesso, composto da una serie di volumi architettonici, è strutturato su un volume trasparente in vetro ed acciaio che ospita le attività di ricerca, ed un volume in legno adibito a refettorio, mentre il corpo inferiore, su cui questi volumi poggiano, ospita spazi ricettivi per sostenere le attività della fondazione e la cantina. Il progetto vuole esprimere la tensione generata dalla particolarità orografica del sito e dalle funzioni specifiche dell’edificio fondazione. Una tensione generata dal rapporto visivo tra gli spazi interni e l’ambiente esterno, tra le tradizioni del luogo e l’innovazione tecnologica, tra lo spazio per lavorare e quello per vivere. Creato per proteggere i suoi ospiti dalle particolari condizioni climatiche, ma allo stesso tempo per godere dei meravigliosi panorami. Parte del materiale utilizzato nella costruzione è stato recuperato dalla demolizione degli edifici esistenti mentre altri materiali seguono volutamente le tradizioni locali, come le scandole di larice tagliato a mano o l’intonaco esterno a calce ed i ricorsi in porfido che ricordano i vecchi edifici di montagna. Innovative sono le soluzioni tecnologiche adottate; la struttura della parte inferiore dell’edificio fondazione è realizzata in pannelli strutturali in legno mentre il volume superiore ospita un sofisticato sistema di movimentazione di apertura dei pannelli oscuranti. L’edificio ha la particolarità di non avere alcun impianto di ventilazione controllata interna, impianto sostituito dalla possibilità di usare l’aria calda generata nel volume in vetro con funzione di buffer zone. Una grande cisterna di 20000 litri, isolata termicamente, è in grado, tramite un impianto solare termico ed una caldaia a biomassa, di ospitare acqua necessaria al riscaldamento radiante in tutto il complesso. “Il progetto – racconta Giorgio Martocchia, partner con Fabio Cibinel e Roberto Laurenti dello studio romano – è certificato Casaclima A e quasi completamente in legno con tecnologia Thoma e realizzato con avanzate soluzioni tecnologiche”.

Testo di Valentina Pepe
Foto di Laura Egger