Il toro

“Il toro” prende stimolo da un unico oggetto la cui sezione, ruotando di 90 gradi su un percorso di 180 gradi, riesce a dar vita a molteplici sistemi modulari di seduta con svariati tipi di aggregazioni. Il modulo di base viene ancora suddiviso ulteriormente in quattro parti per raggiungere le massima potenzialità di assemblaggio e per permettere una più facile fruibilità anche nei trasporti. Il toro ha una circonferenza esterna di 9,6 metri e una interna di 4,8 metri per un’altezza di 0,9 metri. È prevista anche una versione mini per interni (in-door) che è dimensionalmente esattamente la metà della versione maxi. La seduta non è solo posizionabile su sabbia o erba ma anche sull’acqua in quanto la parte inferiore viene o insabbiata o interrata o posta sott’acqua. Sulla terra i moduli si possono accoppiare per arrivare a rappresentare una sorta di monolite naturale. Per il posizionamento in acqua i moduli devono essere distanziati di circa 10 centimetri interponendo una sfera di 20 centimetri di diametro per consentire libertà di movimento e accompagnare il moto ondoso e collegati tramite giunti elastici, al contempo devono essere riempiti con una quantità bene definita di acqua ed essere ancorati a un corpo fermo. Il toro è in grado di caratterizzare da solo uno spazio trasformandolo in oasi di relax e benessere, lo possiamo immaginare sotto un ombrellone o con alberi all’interno e può generare forme di grandi dimensioni, chiuse o aperte, simmetriche o no. Può essere realizzato con diversi tipi di resine, a partire dalla vetroresina, il materiale più adatto con trattamento superficiale in gel-coat (colorato) liscio o con antisdrucciolo per garantire resistenza e durevolezza.

Testo di Barbara Piccolo