Scatole sospese

 

Scatole sospese

L’Headquarters Nestlè Italia è un edificio che fa parte dell’area Milanofiori Nord di Assago ed occupa il palazzo U27, per la progettazione architettonica, allo studio Park Associati. L’architettura è concepita prevedendo una continuità visiva con il verde naturale del bosco a nord. Il progetto parte da un approccio analitico all’articolato sistema degli accessi e dei percorsi pedonali oltre ad essere fondato sui fattori climatici del contesto e sulla ricerca di una corretta integrazione dell’edificio con il Masterplan generale. La posizione di cerniera ha portato allo sviluppo su uno schema a corte chiusa. La corte, ad uso esclusivo degli utenti, è in relazione con il paesaggio esterno ed è concepita come un “giardino segreto”. L’ingresso, che si affaccia su una piazza semi-urbana, è pensato come la continuazione del principale accesso pedonale da sud-ovest dell’area (direttamente collegato alla stazione della metropolitana), mentre il traffico veicolare di servizio viene dirottato all’estremo opposto del complesso in un’area interamente mascherata dal terrapieno che la sovrasta. La hall di ingresso principale è in diretto contatto visivo con la corte interna dell’edificio: la luce naturale che la illumina è garantita dal grande lucernario di copertura verso nord. Grande attenzione è stata fatta per i luoghi di servizio e di passaggio come ad esempio la mensa, che rappresenta un luogo di sosta e di condivisione importante che accresce la vivibilità dell’edificio. Estrema importanza in tutto il progetto è stata data agli aspetti energetici e di basso consumo della costruzione: l’edificio è infatti certificato LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) “Core and Shell” in classe Gold. Se in pianta l’edificio appare compatto e razionale, nei prospetti è articolato in più corpi, lasciando leggere una composizione più frammentata. Questo si è ottenuto suddividendo l’intero edificio in più porzioni, in una sorta di “scatole sospese” di diversa dimensione e altezza, con leggera inclinazione delle facciate per ognuna di esse. Nei prospetti il legame con il contesto si riflette nella natura delle superfici: esse, percepite dalle diverse angolazioni, si rendono talvolta neutre lasciandosi attraversare dalla luce, talvolta compatte e riflettenti dando così continuità all’ambiente naturale circostante. Ad arricchire la composizione si aggiungono in alcuni punti delle lame verticali in vetro colorato che articolano ulteriormente i volumi senza intaccarne la trasparenza. Il livello rialzato dell’edificio si incassa nel terreno in maniera naturale generando uno spazio privato interno su cui si appoggiano a quote differenti i volumi che accolgono i principali servizi dell’edificio. La modulazione dell’involucro, insieme al passo strutturale, si relaziona con gli ambienti interni a pianta libera, diventando un vero e proprio elemento ordinatore, capace di generare le diverse configurazioni di distribuzione interna e consentendo un elevato grado di flessibilità.

Testo di Valentina Pepe
Foto di Andrea Martiradonna