Tramonto Adriatico

Decisamente uno stile ironico quello dei progettisti di Phicubo, a partire dalle docce poste vicino alla pista ciclabile per attirare il passante fino ad arrivare a delle buffe cabine cedevoli che ricordano il movimento fluido dei piedi sulla sabbia. Ironico anche l’input progettuale che punta il dito sull’impossibilità di poter vedere il sole tramontare sul mare da parte del litorale adriatico. Prende dunque vita un gioco di luce e ombre create per intensificare i contrasti del tramonto. Così l’illuminazione dello stabilimento nella fase diurna è caratterizzato dalla presenza di una copertura in brise soleil che filtra la luce e disegna i pavimenti con giochi di ombre. Al crepuscolo viene messo in evidenza il gioco dei contrasti del tramonto con le figure che impongono la loro ombra. Infine di sera viene pensata un’illuminazione intima a pavimento sul terrazzo e sulle pedane. Tutto lo stabilimento sembra rivolto a evidenziare l’evento del tramonto, l’ingresso centrale, l’ampia vetrata e il bar si pongono come cannocchiali verso il mare. Un percorso in legno si dispiega attraverso i diversi spazi creando un gioco grafico sul basamento in cemento armato. Di fronte alle cabine viene posta la zona fitness, delimitata da una pavimentazione e una parete in brise soleil sulla quale si trovano finestre dai contorni non lineari. Sulla sinistra è invece presente un ambiente relax caratterizzato da vari simboli che indicano le diverse aree. L’area food assume un ruolo centrale nel progetto ponendosi essa stessa come cannocchiale; dal locale sembra uscire un cubo quasi a voler avvolgere i clienti esterni. Il pavimento del locale è realizzato in resina dalla quale una pedana in legno si protrae verso la spiaggia trasformandosi in terrazzo con vista mare. Alcune piattaforme vengono utilizzate per prendere il sole , come area per i bambini ma anche come utili galleggianti. Ogni elemento diventa strumento per dar la massima visibilità al pseudo “tramonto” serale sul mare accompagnato dalla possibilità di nebulizzare un’intera area che diventa quasi schermo sul mare.

Testo di Barbara Piccolo