Natura e Letteratura

Natura e letteratura sono gli spunti principali da cui si è sviluppato il progetto di Stefano Piraccini, in collaborazione con Paolo Prati: letteratura intesa nella suggestione delle parole dell’autore americano Hermann Melville e del suo indimenticabile Moby Dick; nella natura quale riferimento di ispirazione e insegnamento, sia per le circostanze ambientali in cui integrarvi un’idea, per le sue innumerevoli conformazioni spontanee. Dalla ricerca iniziale di metafore letterarie, si è giunti a immaginare il luogo ideale e piacevole di lettura nella stagione calda dell’anno, in estate, e in particolare in una realtà vivace e accogliente come la riviera Adriatica, con la sua sabbia dorata, che spesso nasconde piccole sorprese o tracce di vita marina: come un osso di seppia, dalla forma sottile ed elegante, inaspettato oggetto di studio. Nella particolare convergenza di idee e pensieri, è così nato l’abbozzo e in seguito l’approfondimento del progetto dello stabilimento balneare concepito per il concorso: uno stabilimento che avesse una conformazione e un riferimento morfologici importanti, declinati in uno stile moderno. Il progetto quindi si sviluppa in tre fasi, componenti l’identità del progetto. Anzitutto la struttura base, il corpo che poggia sulla spiaggia, dalla forma prismatica, preposto per le varie attività di ospitalità, intrattenimento, spazio sociale: vi si racchiudono un centro wellness, inserito al centro della pianta del progetto; il bar, che si apre alla pensilina posta sotto la grande ombra data dalla copertura e i cui spazi sono dilatati visivamente anche grazie alle pareti trasparenti, in struttura u-glass con isolante traslucido; infine i vari box di servizio. Si è cercato una soluzione di continuità non solo grazie all’adopero essenziale di materiali quali il legno e il vetro – oltre all’acciaio per la struttura portante – ma anche tracciando una distinzione netta dei vari ambienti, in modo tale che la fruizione degli stessi sia semplice e immediata; al contempo, la struttura a secco dell’edificio ne permette l’eventuale modifica delle partizioni interne, in risposta alle necessità e al dinamismo di uno stabilimento balneare che voglia soddisfare vari requisiti, divenendo anche luogo di incontro. Il suo rivestimento esterno è in doghe di cedro rosso canadese trattate con vernici protettive bianche. La struttura in legno lamellare inizia dai lati del corpo di fabbrica del piano terra e termina sopra la terrazza, e trae chiara ispirazione proprio dalla morfologia di un osso di seppia, proponendosi come struttura ombreggiante in funzione dei condizionatori dello stabilimento, per limitarne il surriscaldamento. La forte tensione della struttura stessa muta tutto il corpo di base, dandogli maggior respiro e una forte personalità; la tensostruttura finale, a compimento dell’intero progetto, oltre a proteggere la terrazza, ricrea uno spazio nuovo, sia da sfruttare come estensione dei servizi del piano terra, sia come luogo di relax. L’intera opera, benché minimalista, ha forti rimandi a una ricca cultura marittima, sia per il palese riferimento a elementi naturali, sia per l’adopero di colori essenziali e materiali naturali. Lo stabilimento vive anche durante la sera: fari spot illuminanti sono integrati alla struttura lamellare di legno che dilatano la fonte luminosa sulla copertura della tensostruttura; infine faretti a incasso illuminano il piano terra e permettono all’edificio di diventare luogo di divertimenti notturni.

Testo di Pietro Fratta