Biomimetica

Troppo spesso l’intervento dell’uomo ha trasformato in modo del tutto illecito e incondizionato gli ambienti naturali modificandone arbitrariamente i ritmi e deformandoli per scopi solo economici e di mero interesse. Si sono invase intere aree con edifici improvvisati ,rispondenti più alle esigenze del costruttore che del “costruito” stesso o quantomeno del fruitore. Il progetto ha voluto ritornare all’origine, a un’area libera dando vita all’idea di uno stabilimento nel quale le forme non si impongono sul luogo ma lo valorizzano, non inficiandone la percezione spaziale e interagendo con ogni dimensione. Le qualità espressive del territorio vengono così potenziate e non vincolate; da qui una spiaggia pensata in totale armonia con il mare, con la sabbia e con la loro matericità. Simbolo guida di tutto il progetto la forma della conchiglia, elemento essenziale del mondo marino, in grado di caratterizzarlo con discrezione e leggerezza. La sua forma concava mima la sua funzione: ognuna con la propria naturale predisposizione. Il movimento attorno ad essa è invogliato, quello dentro di essa suggerito. Gli spazi sono pensati in autonomia nel rispetto dell’ambiente ma in totale libertà di fruizione. Quello proposto sembrerebbe uno stile biomimetico dove il connubio tra forma e funzione diventa fluido senza mai imporsi. Lo spazio viene suddiviso in tre diverse zone funzionali: bar, wellness e beach volley. Le stesse zone trovano la massima espressione in tre elementi architettonici: “shell bar”; un’evoluzione esponenziale di spirali in acciaio e legno, che avvolge con un volume più chiuso la zona privata di servizio, mentre con un volume più trasparente la zona pubblica. “Shell wellness”; un guscio metallico permeabile che protegge al suo interno il volume delle cabine e dei servizi igienici, e si apre verso il mare per contenere l’area wellness. “Shell beach volley”; involucro e seduta, un tutt’uno ligneo che avvolge lo spettatore. Tre percorsi differenti fanno da trait d’union di tutto il sistema.

Testo di Rebecca Marinelli