Riconversione liberty

Con il nuovo I Portici Hotel è tornato all’originario splendore Palazzo Maccaferri, un prestigioso edificio liberty di fine Ottocento. Seguendo le indicazioni dei proprietari, nell’ex sede dell’Enel che aveva subito pesanti trasformazioni, è stato ricavato un hotel a quattro stelle, che si ammira già dall’esterno per il seminato veneziano elegantemente ricostruito, per la tinteggiatura a colori caldi e l’illuminazione avvolgente. L’hotel, che ha ridato importanza a un tratto di via Indipendenza per molto tempo trascurato, ha come scenario la scalinata del Pincio, nel meraviglioso verde del Parco della Montagnola, su cui si affaccia il Salone delle Feste al primo piano. Durante i lavori di ristrutturazione non sono mancate le sorprese: sotto i vecchi controsofftti e intonaci ammalorati sono afforati affreschi, stucchi e decori che nessuno avrebbe mai immaginato di trovare. La proprietà ha così deciso di valorizzare queste scoperte, coinvolgendo nella sfida un team di tecnici progettisti che hanno coordinato restauratori, muratori e impiantisti, adeguando giornalmente il piano iniziale. Già nella hall il visitatore prova un immediato senso di relax grazie al pavimento in botticino bianco, che rispetta quello antico di cui sono state rinvenute alcune tracce, e al sofftto “sfondato” che porta luce naturale tutto il giorno e a sera fa entrare i cieli stellati. Poi lo sguardo si perde nel giardino interno, la cui vegetazione è attraversata da un sentiero arricchito da opere d’arte di giovani artisti. L’ampio spazio di accoglienza, chiaro e luminoso, con gli arredi disegnati su misura e con alcuni “pezzi importanti”, integra armoniosamente i complessi impianti tecnici. Lo spazio dedicato al ristorante, premiato con la Stella Michelin 2012, è concepito con grande eleganza, caratterizzato dal pavimento a doghe di ipè, da arredi unici in legno wengè e acciaio, cristalli neri fumè e dall’illuminazione che si estende morbida e avvolgente nel ritrovato Teatro Eden. Dimenticato per molti anni, è stato riportato allo splendore della Belle Époque: sono stati restaurati gli affreschi riemersi e la presenza dell’originaria balconata è stata rievocata da un parapetto in cristallo su cui è inciso il disegno delle barriere in ferro ispirato dalle immagini storiche. Lo stupore continua dentro la Ghiacciaia, che faceva parte del complesso della Rocca di Galliera o Castello dei Papi, ritrovata solo negli ultimi giorni di cantiere. Camminando sul pavimento in vetro, sembra di volare sulla storia di Bologna: da quella cinquecentesca fino al periodo della seconda guerra mondiale, durante il quale i numerosi cunicoli, che corrono intorno alla ghiacciaia, furono utilizzati come rifugio. Ogni stanza dell’Hotel è affascinante, con caratteristiche sempre diverse, studiata con tratti minimalisti, arredi wengè o in noce, per rispettare i muri testimoni di una lunga storia, con molti affreschi piacevolmente recuperati. I locali comuni, anche questi curati nei minimi dettagli, sono arricchiti da importanti pezzi di grandi firme del design italiano e internazionale come Minotti, Via Bizzuno, Frau, Zanotta, Poliform, Stark, Kartell, Kreon. All’ultimo piano una suite d’eccellenza, un appartamento dai toni caldi, con il pavimento in legno di rovere sbiancato e gli arredi disegnati con eleganza che si accompagnano ad alcuni elementi di prestigio come il tavolo Saarinen di Alivar, i divani Poliform e i mobili Max Alto.


Foto di Margherita Cenni, Archivio I Portici Hotel

Intervento: Coordinamento e progettazione arredi
Luogo: Bologna
Progettista degli arredi: Cristiana Rossini
Committente: RBR immobiliare
Anno di redazione: 2007
Anno di realizzazione: 2007 (progettazione e realizzazione suite – 2011)
Dati dimensionali: 8.400 mq
Caratteristiche tecniche particolari: tutela della Soprintendenza dei Beni Architettonici