Spazi mutevoli

Le nostre spiagge stanno subendo negli ultimi anni un’importante trasformazione secondo la quale lo stabilimento balneare supera i confini delle sue abituali funzioni per arrivare a ricoprire un ruolo essenziale anche in altri ambiti come quello del food, del wellness e dello sport. Partendo da questo presupposto, i progettisti hanno pensato a un’area estremamente flessibile nella quale, spostando semplicemente un arredo o magari anche solo la sua posizione, si può trasformare un luogo in un altro del tutto differente. Perché allora non si può pensare che uno spazio adibito alla ginnastica possa assumere le caratteristiche di uno spazio lounge dedicato agli aperitivi o addirittura di uno spazio riservato a serate musicali. Ovviamente verranno mantenute le funzionalità di base come quelle destinate a ombrelloni, cabine e sdraio ma saranno quasi racchiuse in blocchi costruiti interamente destinati a esse. L’elemento che fa da filo conduttore di tutto il progetto è una copertura che avvolge, fagocitandole, tutte le possibili attività. Si tratta di due grandi “vele di vetro tese” che coprono e proteggono il tutto lasciando al contempo sotto di sé un mondo sommerso totalmente libero e fluido dove ogni attività si mescola con le altre. Le vele hanno una struttura portante in acciaio verniciato rosso che mette in evidenza gli elementi che sorreggono tutta la copertura. I due trilite d’acciaio agli estremi dei lati corti dei due quadrilateri, consentono di ottenere una pianta libera da elementi portanti intermedi. I blocchi pensati con strutture prefabbricate in legno e rivestiti con materiale ceramico sono pensati invece come strutture autonome e indipendenti tra loro, simili quasi a dei monoliti di pietra. Per ciò che riguarda lo studio illuminotecnico sono stati posti dei faretti con luce d’accento sugli elementi architettonici principali mentre troviamo lampade “wall washer” sulle pareti dei blocchi servizio. L’illuminazione principale avviene attraverso faretti rivolti verso l’alto sulle vele della copertura. Il progetto termina in un’idea per “l’industrial beach” caratterizzato da due chaise longue e un trittico di tavolini che ruotano intorno all’ombrellone. Le due chaise longue assumono la loro forma ad ala di gabbiano ricavati con un’unica lastra di cristalplant tagliata al laser e termoformata. I tavolini realizzati in trafilato piatto d’acciaio e doghe in legno, fanno perno sul palo dell’ombrellone, sono leggeri da spostare. Comodi come piani d’appoggio, vengono utilizzati anche come supporto per le chaise longue. Ruotando i tavolini sul palo dell’ombrellone si va a configurare un micro spazio sempre variabile e modulabile. Infine l’ombrellone è pensato come una serie di petali che, ruotando intorno al palo, si aprono simili a un ventaglio.

Testo di Barbara Piccolo