La medusa

Progettare una nuova idea di stabilimento balneare, significa prendere le distanze da un certo modo di concepire la spiaggia secondo il quale l’unico input a cui essa stessa deve rispondere è quello commerciale; avviene dunque che si possono vedere intere file di ombrelloni posti casualmente in riva al mare, lettini e sdraie arrabattati che rispondono all’unica volontà di contenere il maggior numero di persone nel minor spazio possibile. L’idea dell’architetto Paolo Turi, invece parte non da un’esigenza pratica ma da una riflessione di ciò che può rappresentare a pieno la spiaggia e suoi molteplici elementi. Da qui la scelta della forma di “medusa”, componente dell’ambiente marino, forma dai tratti tipicamente organici e dalle molteplici possibilità di funzione. Intorno a questo elemento si dispiega tutto il progetto e tutta l’area dello stabilimento. Le aree previste sono un’area aperitivi, un’area bar e un’area spiaggia che si sposano in maniera armonica fra loro e che conferiscono freschezza e trasparenza a tutto lo spazio. Lo stile ludico utilizzato a partire dalla progettazione architettonica fino ad arrivare allo studio di industrial design per ombrelloni e sdraie, permette di raggiungere ogni target di riferimento rendendo accessibile e piacevole lo stabilimento in ogni ora del giorno e a ogni tipologia di fruitore. Nella previsione di un’apertura notturna anche l’illuminazione viene attentamente studiata in modo da mettere in risalto i percorsi anche di notte mantenendo chiara la percezione di tutto lo spazio; con la stessa finalità vengono pensati dei punti luce sul perimetro dell’ingresso. Per la costruzione dello stabilimento vengono previsti materiali estremamente naturali come il legno, le stoffe e le resine.

Testo di Barbara Piccolo