La definizione dello spazio

Dislivelli e pendenze, vetro e pietra, luce e geometria: è così che la mano dell’uomo interviene sulla natura imitandola senza interferire, per creare orizzonti che possano nutrire anche la mente. E Zucchetti lo fa sfruttando gli spazi, aperti e chiusi, che della natura sono propri, dando con essi origine ad un personalissimo continuum nel quale l’occhio non fa alcuno sforzo e la mente può permettersi un po’ di rilassante divagazione. Negli oltre duemila metri quadrati di superficie a sua disposizione (solo in parte edificale, per il resto ad uso agricolo), l’architetto accarezza il naturale declivio del terreno collinare digradando verso valle i piani principali dell’abitazione concepita semplicemente come un parallelepipedo orizzontale. Il progetto nasce, infatti, sia dalla necessità di contenere al massimo ogni genere di emergenza che dalla volontà di conformarsi all’andamento del terreno e dello spazio d’origine. Prende forma così, attraverso l’uso proprio di pietra a secco, coperture verdi e ampie superfici vetrate, un’abitazione in cui il piano giorno emerge a valle in tutto il suo volume e resta “incastrato” di circa un metro e venti rispetto al piano naturale di monte, mentre il seminterrato si configura come un muro di contenimento in pietra a secco la cui copertura verde offre un prospetto panoramico esterno agli spazi giorno sovrastanti. I volumi dunque, benché geometricamente ruvidi, si smaterializzano alla vista grazie all’unica superficie vetrata che compone il piano estruso e che, protetta da persiane scorrevoli in legno di teak, dona all’abitazione l’inconsistenza propria della totale mimesi con l’ambiente circostante. La parte esterna della proprietà, essendo destinata ad uso agricolo, non è caratterizzata da vegetazione dominante, ma la presenza di olivi e alcune grandi querce rileva le variazioni di quota e definisce soltanto debolmente i segni naturali. L’orizzonte è, dunque, aperto e dalla collina il paesaggio si staglia sui contorni della città antica di Verona aprendosi ancora più in là e permettendo alle pareti vetrate di affacciarsi fino al cielo. La stessa filosofia, concepita attorno ai concetti di luce e natura, caratterizza l’interno: giochi di tagli prospettici e pareti di vetro permettono alla luce naturale di raggiungere in maniera non invasiva anche il seminterrato dove trovano collocazione gli ambienti notte e quelli di servizio, mentre il piano superiore, lo spazio giorno, è naturalmente “invaso” dall’ambiente circostante e con esso si fonde senza mai cedere all’artificioso. Le soluzioni d’arredo sono tutte tese a confondere tra loro i concetti di pieno e vuoto, di luce e ombra: pavimenti in noce, ampissime porte finestre, ante scorrevoli e infissi in alluminio tendono non a separare, bensì a generare la sensazione di continuità tra un dentro in cui gli elementi strutturali funzionano soltanto da filtri e un fuori che è il reale spazio aperto dell’esistenza.

Testo di Francesca Fortuni
Foto di Vito Corvasce

Intervento: Nuova costruzione residenziale e uffici
Luogo: Castelvieto – Corciano (PG)
Progettista: Mauro Zucchetti
Collaboratori: Elisa Tapponi
Anno di redazione: 2007
Anno di realizzazione: 2009
Imprese esecutrici: Edilizia AB
Imprese fornitrici: Centro infissi (Oikos-porte blindate); Bazzurri Edilizia; Coinall 2000; Gobbini; 3erre; Oceania Arredamenti; 150 Legno; Comei Illuminazione
Dati dimensionali: 260 mq